Quanto tempo era? mica me lo ricordo. un’anno? due? una via di mezzo.
A tanto e’ il tempo che non prendo l’accoppiata tram + treno. Non diretto verso casa, no, ma verso Ladispoli. Il motivo non sto’ a spiegarvelo, tanto non Vi interessa.
Prima ero un pendolare, uno di quelli classici, tutto treno e mezzi pubblici. Niente auto, mai se non in caso di necessita’ sovrannaturale. Ora, a mesi di distanza, solo auto, niente più’ abbonamento mezzi pubblici, qualche biglietto di riserva nel portafogli, per non dimenticare e per risolvere qualche piccolo frammento di strada in caso di necessita’.
Quello che invece e’ forse più’ interessante e’ la differenza tra una volta e oggi.
Le sensazioni, le stesse, dallo schifo alla rassegnazione.
Per quanto gli orari vengono rispettati, sia il Tram che il Treno fanno schifo come sempre. Non mi pare di vedere differenze visibili. Monnezza ovunque, schifezze ovunque. Pulizia lontana, sembra un miraggio nel deserto.
Forse, l’unica differenza, ma credo conti poco, e’ il numero di persone. Ma credo che ciò’ sia dovuto più’ alla concomitanza tra festività’ natalizie, orario, e forse tratta (non conosco la Roma-Ladispoli quindi non so’ come i flussi dei pendolari si incrociano con i treni; ero più’ esperto di tratte verso Campoleone, e li’, di folla ce ne era quanto uno ne voleva).
Il resto mi pare identico, dovrei provare a vedere se lo scarafaggio con cui chiacchieravo tempo addietro occupi sempre la stessa carrozza, se abbia messo su famiglia o se abbia deciso di cambiare nazione.
Mi viene da sorridere quando leggo dell’assegnazione del premio Caronte sul peggior treno-pendolari (che guarda caso e’ proprio quello che riguarda la mia zona di residenza), tanto a chi potrebbe importare? Non certo ai vertici di Trenitalia o alla Regione. Nonostante tanti proclami non mi e’ mai parso di vedere meglioramente tangibili. Anzi….
E ora… il treno si e’ riempito. Si vede proprio che non conosco questa tratta. Stiamo un po’ più’ strettini, neanche poi’ così’ tanto ma il ricordo si fa più’ vivo e vicino. NON ne sento la mancanza, o meglio, non sento la mancanza di alcuni aspetti.
M.


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