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Mai …..

Mai attivare un servizio pesante su un server in produzione…. il casino e’ garantito!.

Nel termine di dieci minuti ti chiamano tutti i clienti, amici dei clienti, parenti dei clienti, il capo, tutta la sua cerchia, amici del capo, parenti del capo, etc  per dirti, chiederti, suggerirti che qualcosa non va sui server esterni. Ti chiama anche il collega rompicoglioni e mentre tu smadonni come un ossesso, lui ti dice allegramente che si sta facendo un piatto di tonnarelli al sugo d’agnello nell’osteria vicino al cliente dove deve andare successivamente. Che lo possino….

Nel termine di venti minuti ti chiamano, piu’ o meno in quest’ordine: ) il pastore tedesco, il presidente americano, l’imperatore italiano, meta’ dei presidenti e dittatori vari africani nonche’ NATO, PROTEZIONE CIVILE CECENA (in realta’ chiama anche quella italiana, ma quella e’ un’intercettazione), LEGA DELLE NAZIONI ARABE  e chiunque passi sotto l’ufficio anche casualmente o erroneamente.

Nel frattempo, visto che il crack avviene durante la pausa pranzo, e tu hai deciso che anche lo stomaco ha i suoi diritti e  ti trovi al supermercato intento a ordinare il solito insulso panino con prosciutto, ti richiamano tutti in ordine obbligatoriamente scarso e sparso per ribadirti la stessa cosa e rendere la tua giornata decisamente scoglionata.

In sintesi: Fanculo ai server pubblici, prima di attivare qualcosa di nuovo aspettero’ che schiattinoi…. cosi’ ho una buona scusa.

Come una candela

Come una candela, brucia allegra, consuma la sua energia, da’ il meglio di se.
Cosi’ fino alla fine; e quando, con la forza ormai consumata, ancora tenta il massimo, e tra sprazi e bagliori inattesi, termina la sua ultima linfa spegnendosi fatalmente.
Buon Viaggio Amico Mio.

geni!

Fight Club

Non ce la faccio, oggi mi gira su sto’ film.

* Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club.
* Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club.
* Terza regola del Fight Club: se qualcuno si accascia, è spompato, grida basta, fine del combattimento.
* Quarta regola del Fight Club: si combatte solo due per volta.
* Quinta regola del Fight Club: un combattimento alla volta.
* Sesta regola del Fight Club: niente camicia, niente scarpe.
* Settima regola del Fight Club: i combattimenti durano tutto il tempo necessario.
* Ottava regola del Fight Club: se è la vostra prima sera al Fight Club, dovete combattere.

Il momento in cui queste regole prendono corpo e’ uno spettacolo.


IBM PS/2 50Z

Qualcuno se li ricorda? Era la risposta IBM come tentativo di riprendere il controllo di un mercato perso a favore dei compatibili. IBM Personal System/2 – Wikipedia, the free encyclopedia

L’ultima volta con cui ho avuto a che fare co sti’ cosi, parliamo del 1989 o giu’ di li. Belle macchine, Windows era appena abbozzato, il mouse era ancora uno strumento estremamente sconosciuto, anzi di piu’. Erano macchine decisamente avanzate, un bus avveniristico per l’epoco – che non porto a gran successo, come al solito vale per le cose un po’ troppo avanzate e troppo legate a un solo produttore – una linea decisamente squadrata tipica dei sistemi ibm (vedere un S36 o un PS2, a parte le dimensioni, si vedevano grandi somiglianze stilistiche).

Ebbene, dopo oltre vent’anni, me ne ritrovo uno davanti, per giunta funzionante, anche bene. Mi sono sentito eccitato come raramente mi capita davanti a una problematica informaticcia. La bestia contiene al suo interno dei dati importantissimi che vanno assolutamente recuperati. L’arnese, recluso in un magazzino accanto alle ossa dei dinosauri, e’ stato riesumato, ma chi l’ha avuto in consegna non sapeva nemmeno da che parte si accendesse. Sai com’e'…. non aveva il mouse.

1mb di ram, 60 mb di disco (il capo, abituato ai numeri attuali, quando ha visto il numero ha subito detto: toh, 60gb :| ) ).

primo intoppo… il monitor: e’ vero che quelle macchine introducevano il connettore vga che noi tutti conosciamo bene, ma e’ pure vero che alcuni pin erano chiusi pertanto non tutti i connettori attuali ci vanno. Me ne sono accorto cercando di infilarci il cavo di un monitor lcd. Ho evitato di forzare, ho visto troppi connettori svirgolati, pertanto ho cercato un bel connettore adatto allo scopo. Fortuna ha voluto che avessi a portata di tipo un bel philips a tubo catodico, quindi piu’ vecchiotto, decisamente piu’ vecchiotto a portata di tiro che ben si e’ offerto di darmi il suo cavo da collegare.

Per la tastiera e’ stato piu’ facile. Proprio questi pc hanno introdotto il famoso connettore ps2 pertanto ho pigliato una tastiera con quel connettore – e ancora ne circolano parecchie – e l’ho attaccato.

Con l’alimentazione, nessun problema. L’attacco e’ standard praticamente da quando hanno inventato la ruota.

Ora accendiamo. Trepidazione. Beeep Beeep. errore 162. Orpo, … sempre il capo mi e’ venuto in aiuto schiacciando tutti i tasti possibili. E il pc e’ partito.

Il codice di errore 162, secondo mamma M$ e’ riferito alla batteria andata. Ci possiamo stare per un pc che ha preso la patente tre anni fa. (IBM PC, XT, AT e codici di errore PS/2)

Bingo. Il pc parte, carica il DOS, versione 4.0 di mamma IBM, et voila’ un bel c:\ in bella attesa. Una rapida occhiata e in pochi secondi ho visto cio’ che a suo tempo era tesoro.

Autocad 2.x

Db3

WordStar 3, 4 e 5.5

SYmphony 1.1

norton utility

e tutto funzionante alla perfezione. Che tempi ragazzi. Ho dei colleghi che nemmeno sanno che roba era e quando hanno visto il symphony in azione hanno cominciato a criticare senza nemmeno sapere che il 90 % di quello che usiamo oggi ha le radici proprio in questi software cosi’ antiquati e cosi’ belli allo stesso tempo.

Ora, dopo aver sbavato una buona mezz’oretta, passiamo ai fatti. Tocca tirare fuori tutti i dati da st’affare.

La rete ethernet manco a morire, uniche porte diciamo ancora usabili (il primo che dice il floppy gli piazzo il 5.4 esterno laddove non gli batte il sole e glielo accendo pure) una seriale e una parallela.

Certo sui pc di oggi, si contano con le dita dei piedi le unita’ che ancora hanno disponibili questi due tipi di porta, ma macchine di pochissimo tempo fa avevano entrambe le porte.

Decido per la porta seriale, piu’ facile da gestire.

1: serve un cavo laplink o null modem, ma chi si ricorda come si fa’? San google in action: http://www.lammertbies.nl/comm/cable/RS-232.html. Non sto a tediarvi sul come ho professionalmente costruito il cavo, ma un paio di hint ve le devo dare: due cavi seriali, forbici, tester per le verifiche. Ho semplicemente tagliato i cavi, verificati i colori e attaccato i due spezzoni secondo lo schema senza nemmeno usare un po’ di scotch come isolante. Da vero disgraziato.

La parte software mi ha richiesto un po’ piu’ di tempo. Intanto un refresh su come si impostano le porte seriali con il comando mode mi ha ricordato che a quel tempo le seriali al massimo venivano gestite a 19.200 baud. Il problema, se ben ricordo, era software perche’ il chip hardware era gia’ in grado di salire fino a 115000 ma il software che ancora non aveva il concetto di thread, multi programmazione e becerate simili non era in grado con la sola gestione degli interrupt di smaltire correttamente il flusso dei dati a velocita’ troppo elevate.

grande soddisfazione, quando impostate le porte sull’ibm, aperto hyperterminal dall’altra parte, ho fatto una dir > com1 e ho visto apparire il risultato dall’altra parte. Altro che parlare di traffico tcp, udp, multicast, dns….

Ho trovato un ottimo programmillo che non ha rotte nemmeno troppo le balls sotto win$xp : xport21. Una veloce lettura del suo manuale, estremamente semplice, e in pochi attimi ho installato la sua copia sul ps2 senza colpo ferire e usando il cavo seriale auto inferto. Semmai, il problema di questo softwarillo e’ che non e’ in grado di trasferire directory, per cui, visto il tipo di lavoro che avrei dovuto fare non si e’ rivelato sufficiente allo scopo. A suo tempo c’erano i norton commander (4,5,5.5), i vari laplink e decisamente questi erano quelli che mi servivano. Avrei potuto navigare nelle directory con tranquillita’, trasferire file e cartelle senza problemi.

Semmai il problema e’ dove reperire sta’ roba. Diciamo che ho usato i miei canali, e qualche ricerca qua’ e la’, e’ venuto fuori un norton 5.5 abile e arruolato.

Da qui, strada in discesa. Trasferita una copia via xport sull’ibm, avviato, attivato il link master/slave di norton tra le due macchine, ho iniziato a trasferire via seriale, manco troppo lentamente, quanto cercato. Con mia grandissima soddisfazione e piacere personale.

Che tuffo nel passato. Nemmanco quantum leap avrebbe potuto fare di meglio.

Google….

Certo che a pensare alla sentenza di oggi, mi viene voglia di urlare del bastardo, figlio di xxxxxx, testa di mxxxxx a qualcuno usando il telefono….. cosi’ incolpano i vertici telecom e li ingabbiano. :)
Magari, lo ripeto piu’ volte, cosi’ si pigliano anche le aggravanti per reiterazione del reato.
bah!

La stampante gajarda e tosta

Vero, oltre a fare il sistemista, nei tempi morti mi diletto a combattere con le richieste assurde dei clienti.

Driiiiiiiiiin.

IO: Pronti, Fettucine, chi parla?

$tc: Ciao, Ma’. [ahio, la voce l'ho riconosciuta subito, promette male!]

IO: Dimmi $tc [$tc e' la segretaria bona di $vifacciocausa]

$tc: Ho qualche problema con la stampante di rete, il famoso pannocchione di sotto. Non stampa.

IO: hai gia’ verificato cavi, cavetti, impostazioni e mazzi.

$tc: si, ho spento e riacceso il server.

IO: CHE HAI FATTO?

$rc: ho spento e riacceso il server. Me lo ha detto il tecnico della stampante.

IO: certo, entra il postino e ti chiede: calati le mutande, e tu esegui immediatamente, vero?

$tc: ehem, certo che no.

IO: allora perche’ hai dato retta al tipo?

$tc: beh’, sai, e’ uno che ci capisce. Ha detto che il motivo per cui non si stampa e’ causato dal server.

IO: brava, pero’ A: il server non c’entra nulla con la stampante, B: la prossima volta che lo rifai, faro’ di tutto per pigliarti a sediate C: qualsiasi problema ai dati, visto come lo hai spento, ricadono sulla tua cucuzza. Chiaro?

$tc: pero’ non stampa ancora, anzi, non scannerizza nemmeno.

IO: richiama il tecnico, che il problema e’ nella stampante, non nel resto della struttura.

Click.

Due Giorni dopo…

Driiiiiiin

IO: Siiii, crisantemi freschi. dica.

$tc: allora, ho chiamato il tecnico, dice che e’ colpa della rete. Allora ho chiamato quelli che hanno fatto gli impianti, hanno testato il tutto e dicono che va tutto bene.

IO: allora ho ragione io, e non ce ne era nemmeno il dubbio, ha toppato il tecnico dell’arnese.

$tc: Lui dice che il problema e’ vostro.

IO: ok, allora, facciamo cosi. Visto che lui non sa che mestiere fa, visto che io ho tempo da perdere, avverto l’ufficio che vengono a fare un giretto da Voi, cosi’ vediamo chi ha regione.

Click.

Oggi, presso la sede malefica di $vifacciocausa: Cia’ $tc, allora, vediamo st’affare.

Io non faccio quello che configura le stampanti, installo impianti di rete, e se dico che la rete funziona, questa funziona. In piu’, se mi metto a fare test, cambio cavi di rete tanto per stare tranquilli, verifico che ci sia tutto, dalla connessione all’ip, che non ci siamo blocchi di qualsiasi natura magari attivati da qualche collega, motivo in piu’ per dire: la rete e’ ok.

L’arnese in questione e’ un mastodontico coso che fa fotocopie, scansioni via rete, stampe via rete, opzionalmente invia e riceve fax, manda mail, frigge le uova e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. La societa’ che lo produce fa anche lettori DVD, televisori, frigoriferi, forni a microonde. Insomma una garanzia. Per farlo funzionare, scopro, perche’ non lo sapevo (nota, anche quando e’ stato installato c’ho dovuto mettere le mani, perche’ il tecnico, alla fatidica frase, dammi il macaddress dell’arnese che configuro il dhcp per fare in modo che quell’apparecchio abbia sempre lo stesso ip, e’ svenuto e ci sono volute le cure termali per farlo riprendere) che ora ci vuole un codice.

Il codice viene inserito quando si va a chiedere una fotocopia.

Dopo im paio di orette di ravanamenti (possibile mai che 42 pc, di punto in bianco modificano le loro impostazioni e smettano di stampare?) ho sempre piu’ la certezza che il problema e’ dentro il coso.

Come ultima prova, prima di chiamare l’assistenza mondiale (ha, il tecnico, recuperato telefonicamente, non ha saputo dirmi di meglio che un numero telefonico corrispondente all’assistenza nazionale del giocattolo) voglio provare a fare una scansione di rete.

Come premo il tasto, mi richiede il codice. ma porcxxxxxxx, pure per una scansione ci vuole il codice? mica gli consumo carta.pero’… tut, tut… vuoi vedere che….

IO: $tc, ridamme un po’ il codice, mentre piazzo il deretano su una scrivania alla ricerca dei pannelli di impostazione dei driver di stampa. Famme un po’ prova’ sta soluzione. TaDa… strtrutra,gnap,sgrunt….stampa.Ulla! incredibile!

IO: Scusa un po, $tc, ma da quando in qua’ usate sti codici?

$tc: bah, non saprei, da una settimana.

IO: Se non sbaglio, da quando ha smesso di funzionare tutto, giusto? Il prossimo che dice che e’ colpa della rete, si ritrova un router acceso e senza coperchi laddove non batte il sole. OK?

Epilogo:

Il birillo, su richiesta dell’ufficio, ah attivato i codici per gli utenti. Il bello, che per fare in fretta, per correre, per inerzia, per il fatto che sa’ configurare quella stampante come sa’ programmare uno shuttle, ha impostato il blocco su tutto e tutti. Quindi non solo copia, ma anche scanner (e gia’ mi dovrebbe spiegare perche’ una scelta idiota del genere) ma pure stampa…. col caxxo che st’affare avrebbe stampato. Il bello che sul display non e’ che appariva un messaggio chiaro…. una sega, solo “verif. impost. stampa”… chiare e esaustive. Che meraviglia. Che goduria, e che goduria l’ufficio contabilita’ quando ha visto arrivare la mia scheda di intervento….. ancora ridono.

e visto che la cosa e’ vera: pigliatevi sto link, capitasse anche a voi: http://www.tazzadelcesso.com/drupal/node/65

Sanremo….

Oddio, non ne ho visto neanche un estratto riassunto e compresso. Sara’ grave, dottore?

Aiuto, il lupo

Due situazioni apparentemente diverse:

CyberAttacco senza precedenti – ellamadonna – http://punto-informatico.it/pi.asp?id=2815256

Salvate la bimba trallalla – ellapeppa – arrivata via mail (http://attivissimo.blogspot.com/ : pigliatene una a caso, le differenze sono minime).

Due argomenti radicalmente diversi, ma in fondo accumunati da una, sola, fondamentale comunanza:

NOTIZIE NON VERIFICATE!

Tutto il contorno e’ fumo una volta capita la storia. Il meccanismo e’ piu’ o meno cosi: si riceve una notizia, dagli amici, dai confidenti da un sito ritenuto valido. La provenienza e’ certa, quindi non c’e’ balla, va ripubblicata. Quando si tratta della mail rimbalzata tra le conoscenze della propria rubrica, le alterazioni sono poche, ma la comunicazione percorre chilometri. Quando la notizia viene pescata dai mezzi di comunicazione, allora sono guai. Non solo la notizia fa’ il giro del mondo, ma cresce come la farina con il lievito. Assume proporzioni immense, tranne poi sparire improvvisamente ma senza una smentita adeguata al casino scatenato.

Attacco Hacker (a parte che ancora i giornalisti usano questo termine senza nemmeno aver sgoogolato un attimo e questo dichiara quanta superficialita’ c’e’ quando si parla di tecnologia – viene il dubbio che la stessa superficialita’ sia poi trasferita anche in altri campi di esercizio). Ogni volta che qualcuno fa partire un titolo del genere si scatena l’apoteosi. Tutti a correre intorno battendosi il petto e dichiarare che la fine e’ imminente. A parte che il genere umano e’ sopravvissuto a cose peggiori, resta il fatto che spesso, come anche in quest’ultimo caso, la notizia, riguardata con un minimo di ‘cum grano salis’  torna su un piano di maggiore decenza e per quanto notevole, si rivela una cosa molto meno disastrosa di quanto annunciato. Insomma niente fine del mondo fino alla prossima head news.

Ora non e’ tanto l’appestaggio di un qualche milione di computer (e qui potremmo aprire un’altra parentesi su quale sistema operativo di merda usare, quali approcci alla sicurezza inculcare a gente che non dovrebbe usare neanche la calcoltrice, quali tecnologie e metodi far usare ai tanto strapagati sysadmin incapaci di intercettare il traffico causato da macchine appestate nelle loro reti) quanto l’allarmismo inutile che viene scatenato tanto da aumentare la tiratura e l’accalappiamento di nuove vittime sacrificali sull’altare dell’informazione inutile. Facile per molti giornalisti – o presunti tali, a questo punto del discorso – tirare fuori la news letta su altri e ripubblicarla senza la minima verifica. Tanto, A) se si tratta di una bufala, la colpa e’ di chi l’ha pubblicata per primo – indipendentemente dai danni causati e dall’ignoranza e dalla falsa informazione sparsa in giro, B) se la notizia e’ vera, allora il presunto giornalista e’ un grande per aver dato la corretta informazione al pubblico.

A MENDICARE PER STRADA, mandateli.

Non e’ questo il tipo di giornalismo che vogliamo e soprattutto di cui abbiamo bisogno. Quello di cui abbiamo bisogno e’ un’informazione corretta, verificata, corroborata dal giusto supporto di riferimenti, non delle stronzate che continuamente ci vengono proposte senza fondo, senza verita’, inutili e pericolose.

Stesso discorso per le mail dei tanti bimbi bisognosi di cure. Con ritmi piu’ o meno costanti ricevo mail da qualcuno dei miei contatti dove con tanta enfasi viene sottolineata la malattia di qualche povero disperato che ha bisogno di sangue, cure o non so’ che altro. Inizialmente ignoravo queste mail poi ho iniziato a incazzarmi.

Il motivo? semplice, nessuno ha mai pensato che la mail in questione potesse essere piu’ deleteria della malattia stessa. Non e’ la prima, e purtroppo non sara’ l’ultima volta, che arrivano comunicazioni con tanto di riferimenti telefonico dove si parla di bimbi affetti da gravi malattie che purtroppo – e non serve molto per scoprirlo – sono morti gia’ da anni. La cattiveria, la bastarderia in questo caso e’ non prendersi la briga di verificare con una semplice ricerca su google, piu’ facile che pigliare un caffe’, se la mail ha qualche fondamento di verita’. Non si sta’ a verificare se percaso la bimba e’ gia’ deceduta, se la notizia e’ vera, se la cosa e’ credibile cercando un po’ di informazioni supplementari. Semplicemente si preme il tasto R e si gira la mail a tutti i contatti della propria agenda senza minimamente pensarci su.

E qui scatta la seconda parte della stronzata: e’ piu’ facile girare che controllare, si pensa di aver fatto cosa buona a proseguire sta’ catena di s.Antonio con la propria inutile coscienza felice di aver fatto cosa giusta. Anziche preoccuparci di prima persona della persona malata (salvo poi scoprire che la notizia e’ falsa), si preferisce scaricare la palla ai propri contatti che a loro volta faranno lo stesso con gli altri contatti e via a non finire, senza mai smentire o verificare se si scopre la falsita’ o se qualcuno con un po’ piu’ di sale in zucca scopre che e’ troppo tardi ed e’ inutile ad anni di distanza far girare il messaggio.

Nessuno pensa ai parenti vicini che si trovano – forse – a ricevere la telefonata di un volenteroso dopo due anni dalla perdita del proprio caro. Nessuno pensa al danno e alla perdita di tempo che si potrebbe causare a distanza nel chiamare o cercare di contattare il medico tal dei tali presso l’ospedale xxx che magari e’ impegnato a salvare una vita e che e’ costretto a sorbirsi le castronerie di chi colto dal fulmine dell’altruismo chiama in base a notizie false o irrimediabilmente fuori tempo.

Nel mio piccolo cerco di verificare ogni volta ogni mail che mi arriva, di prenderla fin da subito come una comunicazione esterna da verificare con una buona lente di ingrandimento, di evitare di dire “e’ vera perche l’ha detto lui”. E lo stesso dovrebbe valere per tutti, non solo per le notizie via mail, ma per le notizie via televisione, via web, via quello che ti pare. E’ la notizia quello che conta e vista la quantita’ di castronerie che gira dovrebbe essere obbligatorio per legge oltre che per intelligenza e per umana coscienza, la verifica di ogni singola lettera anche se tale messaggio arrivasse dalla persona piu’ cara.

Ma no, invece. Quando lo dice il tale X allora e’ assolutamente vera… anche se e’ la piu’ becera delle fregature.

Continuate gente, continuate, che a pigliar inculate c’e’ sempre tempo. Io cerco nel frattempo di camminare con le spalle al muro, e non sono cinico, sono pratico, cerco di respirare, in mezzo a tutto il fumo che ci viene quotidianamente propinato.

Menu’ del giorno

E poi dite che a Roma non c’e’ ospitalita’….