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Girovagando per la rete mi e’ cascato l’occhio su un articolo pubblicato su di un noto quotidiano nazionale. Un articolo con un fondo interessante che evidenzia quanto la fame, quella vera , sia presente qutodianamente in parecchi posti e chiede un pesante prezzo alle sue vittime.
Si parla di fame, di spolpare un elefante in meno di due ore, si parla di morte di elefanti a favore di chi ha fame.
Il contenuto generale ha attrattato la mia attenzione, soprattutto perche’ pensare che la fame costringe ogni giorno milioni di persone a fare i salti mortali e’ cosa terribile.
Quello che pero’ mi fa incazzare sono alcuni passaggi dell’articolo.
In particolare si parla del testimone che ha riportato il fatto “attonito” di fronte alla situazione dove un branco di persone ha smontato un elefante – peraltro gia’ morto! – per poter sopravvivere. Il bello che questo testimone e’ un fotografo che ha vinto un importante premio come il World Photo Press 2010.
La cosa e’ che mi ha di piu’ colpito e’ la frase “crudelta’ terribile“. Ora, cosa intende il giornalista? “Crudelta’ terribile” il fatto che la gente per sopravvivere si mangia la prima cosa che ha a portata di tiro laddove 1 ogni 4 muore letteralmente di fame, oppure “Crudelta’ terribile” nei confronti del povero elefante – gia’ morto! – che e’ servito anche post-mortem per dare la vita ad altri bisognosi?
Vero, qualcuno dira’, in qualche modo bisogna mettere su un articolo che possa attirare a suon di paroloni la gente, ma non mi pare che questo sia il modo. Nello stesso articolo viene evidenziato l’allarme lanciato dalla croce rossa proprio su una situazione che ogni giorno diventa sempre piu’ insostenibile di popolazioni intere ridotte al lumicino.
E poi mi arriva il fesso di turno che fa apparire straziante il fatto che l’elefante sia servito per risolvere il problema della fame. Certo vedere certe scene non e’ da tutti i giorni, ma al limite poteva chiedere ai tizi dello spolpamento di attendere un attimo nel mentre lui ordinava per loro un bel take-away di mcdonald. Eppoi, ma un elefante morto che differenza ha rispetto a un bovino morto? Nessuna, secondo me, tranne il fatto, che ormai nessuno vede un bovino morire tranne gli addetti alle macellerie, mentre inciampare in una montagna che quella di un elefante, insomma, lascia il segno.
rif: http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_12/zimbabwe-elefante_b9cdff54-2e01-11df-ab2a-00144f02aabe.shtml
Chissa’ se si puo’ usare anche come tagliere:
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2010/03/10/un-ipad-di-legno/?ref=rephpsp4
Oddio, al lupo, al marziano, gli ufo….

certo che sti’ progettisti sanno come mettere paura alle persone.
Mai attivare un servizio pesante su un server in produzione…. il casino e’ garantito!.
Nel termine di dieci minuti ti chiamano tutti i clienti, amici dei clienti, parenti dei clienti, il capo, tutta la sua cerchia, amici del capo, parenti del capo, etc per dirti, chiederti, suggerirti che qualcosa non va sui server esterni. Ti chiama anche il collega rompicoglioni e mentre tu smadonni come un ossesso, lui ti dice allegramente che si sta facendo un piatto di tonnarelli al sugo d’agnello nell’osteria vicino al cliente dove deve andare successivamente. Che lo possino….
Nel termine di venti minuti ti chiamano, piu’ o meno in quest’ordine: ) il pastore tedesco, il presidente americano, l’imperatore italiano, meta’ dei presidenti e dittatori vari africani nonche’ NATO, PROTEZIONE CIVILE CECENA (in realta’ chiama anche quella italiana, ma quella e’ un’intercettazione), LEGA DELLE NAZIONI ARABE e chiunque passi sotto l’ufficio anche casualmente o erroneamente.
Nel frattempo, visto che il crack avviene durante la pausa pranzo, e tu hai deciso che anche lo stomaco ha i suoi diritti e ti trovi al supermercato intento a ordinare il solito insulso panino con prosciutto, ti richiamano tutti in ordine obbligatoriamente scarso e sparso per ribadirti la stessa cosa e rendere la tua giornata decisamente scoglionata.
In sintesi: Fanculo ai server pubblici, prima di attivare qualcosa di nuovo aspettero’ che schiattinoi…. cosi’ ho una buona scusa.
Come una candela, brucia allegra, consuma la sua energia, da’ il meglio di se.
Cosi’ fino alla fine; e quando, con la forza ormai consumata, ancora tenta il massimo, e tra sprazi e bagliori inattesi, termina la sua ultima linfa spegnendosi fatalmente.
Buon Viaggio Amico Mio.
Qualcuno se li ricorda? Era la risposta IBM come tentativo di riprendere il controllo di un mercato perso a favore dei compatibili. IBM Personal System/2 – Wikipedia, the free encyclopedia
L’ultima volta con cui ho avuto a che fare co sti’ cosi, parliamo del 1989 o giu’ di li. Belle macchine, Windows era appena abbozzato, il mouse era ancora uno strumento estremamente sconosciuto, anzi di piu’. Erano macchine decisamente avanzate, un bus avveniristico per l’epoco – che non porto a gran successo, come al solito vale per le cose un po’ troppo avanzate e troppo legate a un solo produttore – una linea decisamente squadrata tipica dei sistemi ibm (vedere un S36 o un PS2, a parte le dimensioni, si vedevano grandi somiglianze stilistiche).
Ebbene, dopo oltre vent’anni, me ne ritrovo uno davanti, per giunta funzionante, anche bene. Mi sono sentito eccitato come raramente mi capita davanti a una problematica informaticcia. La bestia contiene al suo interno dei dati importantissimi che vanno assolutamente recuperati. L’arnese, recluso in un magazzino accanto alle ossa dei dinosauri, e’ stato riesumato, ma chi l’ha avuto in consegna non sapeva nemmeno da che parte si accendesse. Sai com’e'…. non aveva il mouse.
1mb di ram, 60 mb di disco (il capo, abituato ai numeri attuali, quando ha visto il numero ha subito detto: toh, 60gb ) ).
primo intoppo… il monitor: e’ vero che quelle macchine introducevano il connettore vga che noi tutti conosciamo bene, ma e’ pure vero che alcuni pin erano chiusi pertanto non tutti i connettori attuali ci vanno. Me ne sono accorto cercando di infilarci il cavo di un monitor lcd. Ho evitato di forzare, ho visto troppi connettori svirgolati, pertanto ho cercato un bel connettore adatto allo scopo. Fortuna ha voluto che avessi a portata di tipo un bel philips a tubo catodico, quindi piu’ vecchiotto, decisamente piu’ vecchiotto a portata di tiro che ben si e’ offerto di darmi il suo cavo da collegare.
Per la tastiera e’ stato piu’ facile. Proprio questi pc hanno introdotto il famoso connettore ps2 pertanto ho pigliato una tastiera con quel connettore – e ancora ne circolano parecchie – e l’ho attaccato.
Con l’alimentazione, nessun problema. L’attacco e’ standard praticamente da quando hanno inventato la ruota.
Ora accendiamo. Trepidazione. Beeep Beeep. errore 162. Orpo, … sempre il capo mi e’ venuto in aiuto schiacciando tutti i tasti possibili. E il pc e’ partito.
Il codice di errore 162, secondo mamma M$ e’ riferito alla batteria andata. Ci possiamo stare per un pc che ha preso la patente tre anni fa. (IBM PC, XT, AT e codici di errore PS/2)
Bingo. Il pc parte, carica il DOS, versione 4.0 di mamma IBM, et voila’ un bel c:\ in bella attesa. Una rapida occhiata e in pochi secondi ho visto cio’ che a suo tempo era tesoro.
Autocad 2.x
Db3
WordStar 3, 4 e 5.5
SYmphony 1.1
norton utility
e tutto funzionante alla perfezione. Che tempi ragazzi. Ho dei colleghi che nemmeno sanno che roba era e quando hanno visto il symphony in azione hanno cominciato a criticare senza nemmeno sapere che il 90 % di quello che usiamo oggi ha le radici proprio in questi software cosi’ antiquati e cosi’ belli allo stesso tempo.
Ora, dopo aver sbavato una buona mezz’oretta, passiamo ai fatti. Tocca tirare fuori tutti i dati da st’affare.
La rete ethernet manco a morire, uniche porte diciamo ancora usabili (il primo che dice il floppy gli piazzo il 5.4 esterno laddove non gli batte il sole e glielo accendo pure) una seriale e una parallela.
Certo sui pc di oggi, si contano con le dita dei piedi le unita’ che ancora hanno disponibili questi due tipi di porta, ma macchine di pochissimo tempo fa avevano entrambe le porte.
Decido per la porta seriale, piu’ facile da gestire.
1: serve un cavo laplink o null modem, ma chi si ricorda come si fa’? San google in action: http://www.lammertbies.nl/comm/cable/RS-232.html. Non sto a tediarvi sul come ho professionalmente costruito il cavo, ma un paio di hint ve le devo dare: due cavi seriali, forbici, tester per le verifiche. Ho semplicemente tagliato i cavi, verificati i colori e attaccato i due spezzoni secondo lo schema senza nemmeno usare un po’ di scotch come isolante. Da vero disgraziato.
La parte software mi ha richiesto un po’ piu’ di tempo. Intanto un refresh su come si impostano le porte seriali con il comando mode mi ha ricordato che a quel tempo le seriali al massimo venivano gestite a 19.200 baud. Il problema, se ben ricordo, era software perche’ il chip hardware era gia’ in grado di salire fino a 115000 ma il software che ancora non aveva il concetto di thread, multi programmazione e becerate simili non era in grado con la sola gestione degli interrupt di smaltire correttamente il flusso dei dati a velocita’ troppo elevate.
grande soddisfazione, quando impostate le porte sull’ibm, aperto hyperterminal dall’altra parte, ho fatto una dir > com1 e ho visto apparire il risultato dall’altra parte. Altro che parlare di traffico tcp, udp, multicast, dns….
Ho trovato un ottimo programmillo che non ha rotte nemmeno troppo le balls sotto win$xp : xport21. Una veloce lettura del suo manuale, estremamente semplice, e in pochi attimi ho installato la sua copia sul ps2 senza colpo ferire e usando il cavo seriale auto inferto. Semmai, il problema di questo softwarillo e’ che non e’ in grado di trasferire directory, per cui, visto il tipo di lavoro che avrei dovuto fare non si e’ rivelato sufficiente allo scopo. A suo tempo c’erano i norton commander (4,5,5.5), i vari laplink e decisamente questi erano quelli che mi servivano. Avrei potuto navigare nelle directory con tranquillita’, trasferire file e cartelle senza problemi.
Semmai il problema e’ dove reperire sta’ roba. Diciamo che ho usato i miei canali, e qualche ricerca qua’ e la’, e’ venuto fuori un norton 5.5 abile e arruolato.
Da qui, strada in discesa. Trasferita una copia via xport sull’ibm, avviato, attivato il link master/slave di norton tra le due macchine, ho iniziato a trasferire via seriale, manco troppo lentamente, quanto cercato. Con mia grandissima soddisfazione e piacere personale.
Che tuffo nel passato. Nemmanco quantum leap avrebbe potuto fare di meglio.
Certo che a pensare alla sentenza di oggi, mi viene voglia di urlare del bastardo, figlio di xxxxxx, testa di mxxxxx a qualcuno usando il telefono….. cosi’ incolpano i vertici telecom e li ingabbiano. 
Magari, lo ripeto piu’ volte, cosi’ si pigliano anche le aggravanti per reiterazione del reato.
bah!
Vero, oltre a fare il sistemista, nei tempi morti mi diletto a combattere con le richieste assurde dei clienti.
Driiiiiiiiiin.
IO: Pronti, Fettucine, chi parla?
$tc: Ciao, Ma’. [ahio, la voce l'ho riconosciuta subito, promette male!]
IO: Dimmi $tc [$tc e' la segretaria bona di $vifacciocausa]
$tc: Ho qualche problema con la stampante di rete, il famoso pannocchione di sotto. Non stampa.
IO: hai gia’ verificato cavi, cavetti, impostazioni e mazzi.
$tc: si, ho spento e riacceso il server.
IO: CHE HAI FATTO?
$rc: ho spento e riacceso il server. Me lo ha detto il tecnico della stampante.
IO: certo, entra il postino e ti chiede: calati le mutande, e tu esegui immediatamente, vero?
$tc: ehem, certo che no.
IO: allora perche’ hai dato retta al tipo?
$tc: beh’, sai, e’ uno che ci capisce. Ha detto che il motivo per cui non si stampa e’ causato dal server.
IO: brava, pero’ A: il server non c’entra nulla con la stampante, B: la prossima volta che lo rifai, faro’ di tutto per pigliarti a sediate C: qualsiasi problema ai dati, visto come lo hai spento, ricadono sulla tua cucuzza. Chiaro?
$tc: pero’ non stampa ancora, anzi, non scannerizza nemmeno.
IO: richiama il tecnico, che il problema e’ nella stampante, non nel resto della struttura.
Click.
Due Giorni dopo…
Driiiiiiin
IO: Siiii, crisantemi freschi. dica.
$tc: allora, ho chiamato il tecnico, dice che e’ colpa della rete. Allora ho chiamato quelli che hanno fatto gli impianti, hanno testato il tutto e dicono che va tutto bene.
IO: allora ho ragione io, e non ce ne era nemmeno il dubbio, ha toppato il tecnico dell’arnese.
$tc: Lui dice che il problema e’ vostro.
IO: ok, allora, facciamo cosi. Visto che lui non sa che mestiere fa, visto che io ho tempo da perdere, avverto l’ufficio che vengono a fare un giretto da Voi, cosi’ vediamo chi ha regione.
Click.
Oggi, presso la sede malefica di $vifacciocausa: Cia’ $tc, allora, vediamo st’affare.
Io non faccio quello che configura le stampanti, installo impianti di rete, e se dico che la rete funziona, questa funziona. In piu’, se mi metto a fare test, cambio cavi di rete tanto per stare tranquilli, verifico che ci sia tutto, dalla connessione all’ip, che non ci siamo blocchi di qualsiasi natura magari attivati da qualche collega, motivo in piu’ per dire: la rete e’ ok.
L’arnese in questione e’ un mastodontico coso che fa fotocopie, scansioni via rete, stampe via rete, opzionalmente invia e riceve fax, manda mail, frigge le uova e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. La societa’ che lo produce fa anche lettori DVD, televisori, frigoriferi, forni a microonde. Insomma una garanzia. Per farlo funzionare, scopro, perche’ non lo sapevo (nota, anche quando e’ stato installato c’ho dovuto mettere le mani, perche’ il tecnico, alla fatidica frase, dammi il macaddress dell’arnese che configuro il dhcp per fare in modo che quell’apparecchio abbia sempre lo stesso ip, e’ svenuto e ci sono volute le cure termali per farlo riprendere) che ora ci vuole un codice.
Il codice viene inserito quando si va a chiedere una fotocopia.
Dopo im paio di orette di ravanamenti (possibile mai che 42 pc, di punto in bianco modificano le loro impostazioni e smettano di stampare?) ho sempre piu’ la certezza che il problema e’ dentro il coso.
Come ultima prova, prima di chiamare l’assistenza mondiale (ha, il tecnico, recuperato telefonicamente, non ha saputo dirmi di meglio che un numero telefonico corrispondente all’assistenza nazionale del giocattolo) voglio provare a fare una scansione di rete.
Come premo il tasto, mi richiede il codice. ma porcxxxxxxx, pure per una scansione ci vuole il codice? mica gli consumo carta.pero’… tut, tut… vuoi vedere che….
IO: $tc, ridamme un po’ il codice, mentre piazzo il deretano su una scrivania alla ricerca dei pannelli di impostazione dei driver di stampa. Famme un po’ prova’ sta soluzione. TaDa… strtrutra,gnap,sgrunt….stampa.Ulla! incredibile!
IO: Scusa un po, $tc, ma da quando in qua’ usate sti codici?
$tc: bah, non saprei, da una settimana.
IO: Se non sbaglio, da quando ha smesso di funzionare tutto, giusto? Il prossimo che dice che e’ colpa della rete, si ritrova un router acceso e senza coperchi laddove non batte il sole. OK?
Epilogo:
Il birillo, su richiesta dell’ufficio, ah attivato i codici per gli utenti. Il bello, che per fare in fretta, per correre, per inerzia, per il fatto che sa’ configurare quella stampante come sa’ programmare uno shuttle, ha impostato il blocco su tutto e tutti. Quindi non solo copia, ma anche scanner (e gia’ mi dovrebbe spiegare perche’ una scelta idiota del genere) ma pure stampa…. col caxxo che st’affare avrebbe stampato. Il bello che sul display non e’ che appariva un messaggio chiaro…. una sega, solo “verif. impost. stampa”… chiare e esaustive. Che meraviglia. Che goduria, e che goduria l’ufficio contabilita’ quando ha visto arrivare la mia scheda di intervento….. ancora ridono.
e visto che la cosa e’ vera: pigliatevi sto link, capitasse anche a voi: http://www.tazzadelcesso.com/drupal/node/65
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